martedì 18 settembre 2012

SCACCHIATURA O POTATURA DI SFOLTIMENTO DEGLI ULIVI

Procedere alla scacchiatura o alla cosiddetta potatura di sfoltimento degli ulivi è un operazione indispensabile che dev'essere eseguita con particolare cura ed un minimo di esperienza che  è possibile ottenere  facendo molta... ma molta attenzione alle tecniche utilizzate dagli anziani olivicoltori che a loro volta hanno imparato dai loro nonni.

un esempio di filari di ulivi tipici della zona della sabina

Bisogna aprire gli occhi guardare e assorbire le tecniche... per quanto siano coscienziosi e consapevoli della necessità di tramandare le tecniche di scacchiatura, tralasceranno per colpa o con dolo, alcuni particolari che sono estremamente importanti.

Non tutti però hanno la fortuna di poter assistere persone competenti mentre intervengono sulle piante di ulivo e quindi ecco alcuni suggerimenti che, sebbene non esaustivi ne scientificamente provati,  spero possano aiutare in questo tipo di operazione.

La regola generale per la potatura di sfoltimento è quella secondo cui bisogna pulire la pianta da tutti i rami improduttivi che infoltiscono l'interno della pianta stessa in modo da consentire ai raggi del sole di raggiungere i rami produttivi.

Naturalmente una buona scacchiatura prevede la pulitura del tronco e dei rami che nascono ai piedi della pianta.

Se il vostro ulivo è solamente decorativo un occhio di riguardo oltre che alla produttività bisognerà darlo alla forma e quindi sarà necessario procedere alle operazioni, non solo tenendo conto delle regole che qui di seguito andrò ad elencare, ma anche della forma che volete dare alla vostra pianta.-

Se possedete un uliveto di piccole dimensioni che non necessita quindi dell'intervento meccanico ecco come procedere:

inizieremo a tagliare quei virgulti inutili che spuntano dalla base del tronco, proseguendo ad eliminare  quelli presenti sul tronco stessso.-

i rami improduttivi sul tronco

altro esempio di rami improduttivi da eliminare

Successivamente, eventualmente aiutandoci con una scala, taglieremo tutti i cosiddetti succhioni, tenedo presente che stiamo considerando una pianta di media età e ancora vigorosa.


Se necessitate di alcuni rami per il ringiovanimento della pianta, occorrerà valutare attentamente  quale ramo tenere tenendo presente della forma che si vorrà dare alla nostra pianta.

Fatto questo primo intervento "grossolano" inizieremo la sfoltimento di tutto quello che c'è di improduttivo all'interno della pianta in modo da consentire alla luce di penetrare.

Infine  puliremo la pianta dai rami secchi e dalle  branchette improduttive  ed esauste facili da riconoscere in quanto si tratta di rami piccoli rinsecchiti che normalmente si trovano in zona d'ombra.

la pianta prima della scacchiatura

un ramo che presenta alcune parti secche

la pianta vista dall'interno

altra "vista della pianta con i rami improduttvi

la pianta a potatura inziata

la parte interna ripulita dei rami improduttivi

Fatte tutte queste operazioni, la pianta ringrazierà, il sole raggiungerà ogni singolo ramo produttivo e la raccolta delle olive sarà sicuramente facilitata.-

Per l'esecuzione della scacchiatura è importante l'utilizzo di attrezzatura di primissima qualità: forbici da potare classiche, forbici a cricchetto per i rami un po' più spessi, eventualmenteun seghetto per rami ancor più grossi anche se ad onor del vero in questo post volevo solo trattare lo sfoltimento e non la potatura vera e propria.

Tecniche di taglio: il taglio dev'essere netto preciso e il ramo dev'essere tagliato radente al tronco  in corrispondenza della linea che segna il suo luogo di nascita.

Non bisogna lasciare per nessuna ragione un pezzo di ramo sporgente dal tronco, dalle nostre parti detto "naso" in quanto da lì la stagione prossima nasceranno numerosissimi rametti.


rami da togliere

rami da togliere

lo stesso ramo dopo la pulitura, si evidenziano alcune scacchiature mal eseguite nel passato

il ramo pulito completamente


un altro ramo da pulire

dopo la pulizia. Qui sono ancor più evidenti che nell'esempio precedente, scacchiature eseguite in precedenza che non hanno tenuto conto della regola del taglio più a filo che sia possibile e sopratutto della necessità che il taglio sia netto 


esempio di taglio abbastanza ben fatto 

esempio di taglio eseguito in passato assolutamente sbagliato. 

Note:

le branchette produttive non vanno accorciate perchè è  proprio sulla punta che nasceranno fiori e olive. Se si decide di tagliarle si tagliano dalla base e basta.

meglio sfoltire poco se si è poco esperti...l'anno prossimo andrà meglio...tra due anni meglio ancora.

meglio sbagliare di proprio che affidarsi a pseudo florovivaisti o potatori improvvisati. Se fate toccare le vostre piante fatelo da chi siete certi sia capace.

Impollinatura: non tutti gli ulivi fanno tutto da soli (il tipo frantoio mi pare  di si) per gli altri occorre mettere nei filari del vostro uliveto qualche piante con capacità impollinatrici. Queste piante, che avranno resa minore sono indispensabili per la resa di tutte le altre.

Attenzione a come mettete la scala:  come dicevano gli anziani delle mie parti ulivi e fichi sono piante che tradiscono... fate molta attenzione quando appoggiate la scale su di un ulivo... per cadere e farsi male ci vuole un secondo.

Per tutto il resto e come sempre le regole di buon senso valgono sempre...  tagliate con criterio e gradualmente!


mercoledì 12 settembre 2012

RICETTA PER MELE "UN PO ANDATE"


Gli alberi di mele che abbiamo nel nostro orto quest'anno hanno fatto decisamente il loro dovere con una buona produzione.

Naturalmente poichè non gli ho fatto alcun trattamento alcune sono risultate bacate altre presentavano i segni di una tremenda grandinata che ha colpito la ridente cittadina in cui abito.

la sbucciatura delle mele

Fatta la selezione tra le mele belle, quelle da mangiare subito e quelle diciamo così  un po' andate ecco una ricetta per utilizzarle con risultati eccellenti.

Prendete le mele, eliminate la parte marcita sbucciatele e tagliatele a pezzettini.

le mele tagliate a pezzi

Mettete sulle mele una pochino di burro (lo preferisco alla margarina) cospargendo il tutto con zucchero di canna.


l'aggiunta di zucchero di canna

Aggiungete i pinoli e se volete l'uvetta secca

pinoli uvetta 
Mettete a cuocere nel forno tradizionale per circa 10 o 15 minuti e servite tiepido.

All'atto della consumazione, qulcuno ha avuto l'idea geniale di aggiungere della  panna: il massimo!!!!!!

ed ecco il risultato finale.

ANTIPASTO MELANZANE PER L'INVERNO

Ecco un antipasto classico utilizzabile anche per l'inverno.
Raccogliete le vostre melanzane dall'orto, sbucciatele e tagliatele a fette abbastanza sottili. Fatele grigliare ma se non disponete di una piastra potete serenamente friggerle con pochissimi...meglio niente... olio nella padella.-

la grigliatura delle melanzane


Una volta grigliate se le volete conservare per l'inverno ed occupare poco  spazio all'interno del vostro ormai già strapieno congelatore, mettetele nei sacchetti sottovuoto con l'apposito macchinetta.-

la macchina del sottovuoto all'opera

le melanzane sotto vuoto


Quest'inverno, scongelate le vostre melanzane, disponete su di un piattino, un filo di olio... due capperi... un po' di prezzemolo... eventualmente  qualche alice...et voilà  un antipasto dal profumo di estate  è pronto.-

l'antipasto pronto.

lunedì 10 settembre 2012

COME CONSERVARE LA PEPERONATA PER L'INVERNO

I peperoni sono buonissimi!!! Ma se voi nel vostro orto ne mettete tanti... beh c'è il problema che maturano tutti insieme e a meno che non li vendiate... non si sa bene cosa farne.

Quelli più lunghi ancora verdi vanno benissimo per essere fatti ripieni di carne e conservati in congelatore, ma di questo ne parleremo in un altro post, gli altri sono buonissimi in peperonata... ma anche  la peperonata ha il problema della conservazione invernale.

Intanto iniziamo a fare la peperonata.


i peperoni lavati e tagliati con qualche rapa, basilico e fiori di zucca Lavati e tagliati i
Prendete i peperoni. li lavate li tagliate a pezzi. Io ci ho aggiunto una cipolla (indispensabile) qualche rapa, dei fiori di zucca tagliati finissimi, e qualche foglia di basilico (per questi ultimi ingredienti "de gustibus"...!!!)


i peperoni mentre soffriggono

Terminata la cottura, mettete i peperoni ancora caldi nei vasetti sterilizzati e li fate bollire a bagno maria per 20 minuti lasciando poi freddare l'acqua con i barattolini.-

ecco il risultato
 Quest'inverno sarà sufficiente rovesciare il contenuto dei baratto riscaldare a fuoco lento e gustarvi una delizia dal sapore dell'estate.-




mercoledì 5 settembre 2012

COME CAPIRE CHE.... "LA TERRA NON TRADISCE MAI"

Pur avendo qualche dubbio sulla coltivazione di un orto in forma sinergica, voglio raccontarvi l'esperienza che mi è capitata quest'anno.

Nel mese di Maggio, in un angolino di terreno, decido di seminare del radicchio. Preparo la terra come si deve e semino.

Passa un mese non nasce nulla, maledico i venditori di semi compro alcuni cubetti e li pianto da un altra parte.

Nel frattempo taglio l'erba dove avevo seminato il radicchio proponendomi che, prima di partire per le ferie, avrei passato  il motocoltivatore  in modo che al rientro non avrei trovato l'erba altissima.

Ragioni di tempo mi hanno impedito di procedere a quest'ultima operazione e quindi vado in vacanza. Al mio ritorno naturalmente l'erba era cresciuta in maniera esponenziale.


come si presentava il terreno dopo 3 settimane e mezzo di vacanza


Mentre stavo per utilizzare il decespugliatore, ho notato che in mezzo alle erbacce facevano capolino delle belle piante di radicchio, verdi e rigogliose.

le piantine in mezzo alle erbe infestanti


A quel punto non ho più usato il decespugliatore ma le "manine sante" per pulire l'erba ed ho zappato per bene tutta la terra circostante.

il radicchio ben ripulito dalle infestanti

Siccome mi erano avanzate alcune piantine di manigotti, ne ho trapiantate  due file

le due file di manigotti


e con dei ferri da carpentiere riciclati chissà dove, ho preparato i montanti del mini tunnel a serra che coprirò con il nylon quando il freddo sarà pungente.-


i montanti della miniserra


Da questa situazione ho tratto la morale che come al solito le cose fatte per bene stanno in mezzo: da una parte ho appreso che la teoria delle coltivazioni sinergiche non è del tutto strampalata come avevo sempre pensato, dall'altra evidentemente come diceva mio nonno " se tu alla terra dai... la terra ti ridà" coltivare estirpare consente di ottenere risultati senz'altro migliori.-

COME PREPARARE LE MELANZANE ALLA PARMIGGIANA PRONTE PER L'INVERNO

Ricetta classica ma che se preparata nelle giuste dimensioni, consente di arrivare a casa nelle giornate fredde d'inverno e gustarsi una delizia dal profumo d'estate.
Si parte dalle melanzane che abbiamo coltivato a partire dal semino.

le melanzane appena raccolte


Dopo averle sbucciate tagliatele a fette non troppo spesse e passatele in padella oppure sulla piastra possibilmente con poco olio.

le melanzane dopo la prima cottura

Prendete un contenitore di alluminio che abbia dimensione pari a quelle delle vostre esigenze e quindi dopo aver messo dell'olio di oliva depositate un primo strato di melanzane che ricoprirete con il sugo fatto con i pomodori del vostro orto.
A me piace molto il sugo con la carne ma vengono deliziose anche se fatte con il sugo alle verdure del vostro orto.
Ad ogni strato aggiungete un po di mozzarella o altro formaggio di vostro gradimento e quindi ripetete le stesse operazioni per gli altri strati.

il primo strato



Sull'ultimo strato oltre alla mozzarella, aggiungete una grattuggiata di formaggio parmiggiano ed alcune foglie di basilico che avete coltivato e raccolto dal vostro orto.

l'ultimo strato


Mettete in forno a 189 gradi per 20, 25 minuti, fate freddare e mettete in congelatore.

le teglie prima di essere messe in forno.


Quest'inverno al mattino tirate fuori dal congelatore alla sera passate qualche minuto nel forno e deliziate il vostro palato.






lunedì 3 settembre 2012

COME PREPARARE LA SERRA INVERNALE.

Disponendo di un tunnel di circa 10 mt per 7, settembre, al ritorno dalle vacanze, è il periodo che trovo più indicato per riempire la serra ed avere sempre verdura fresca per tutto l'inverno.

All'interno della serra si può coltivare praticamente ogni tipo di ortaggio, ma disponendo di una serra non riscaldata e non avendo particolari nozioni sulla lotta ai microorganismi, baso la scelta degli ortaggi sull'esperienza degli scorsi anni e soprattutto sul mio gusto personale.

Siccome gradisco avere quotidianamente insalata nel mio piatto quest'anno ho deciso di trapiantare quasi esclusivamente questo tipo di ortaggio, tralasciando peperoni pomodori e melanzane più difficili da ottenere e con risultati poco soddisfacenti, come mi è successo lo scorso anno.

Nel mese di giugno, tolta ogni coltura dall'interno del tunnel, ho dato una bella dose di ammendante girando la terra utilizzando il motocoltivatore.

Ai primi di Settembre ho dato un ulteriore dose di ammendante, girato nuovamente la terra ed estirpato ogni piccola erbaccia che aveva infestato l'interno della serra stessa.-

Ai due lati, ho creato due solchi che fungono da camminamento ed eventualmente anche da canali di scolo per le acque.


la serra con i camminamenti.

Dopo aver rivoltato la terra, estirpato le erbacce creato i solchi di scolo e di camminamento non disponendo di letame, ho gettato sul terreno una bella dose di ammendante.


la serra dopo aver distribuito l'ammendante

Dopo l'operazione di distribuzione del letame ho tracciato con il rastrello la linea di camminamento centrale.

la linea di camminamento centrale
Utilizzando la zappa quadrata ed il rastrello, dal camminamento centrale ho preso della terra che servirà per innalzare leggermente gli spiazzi di coltura e nello stesso tempo se dovesse essere necessario consentirà di utilizzare il camminamento come canale di scolo.

A questo punto occorre precisare che questo mio timore di allagamento è dovuto al fatto che l'anno scorso mi sono trovato impreparato all'inverno particolarmente piovoso e l'acqua che si è infiltrata dal sottosuolo mi ha creato non pochi problemi.

E' giunto quindi il momento di creare il primo spiazzo per il trapianto.

 La dimensione che ho scelto per ciascuno spiazzo corrisponde a quella della larghezza dei ferri della serra: questa scelta facilità la realizzazione di spiazzi diritti migliorando l'estetica della composizione delle coltivazioni.

In ogni spiazzo  con la zappa triangolare ho realizzato dei solchi alla distanza di circa 25 cm.

i solchi di uno spiazzo
Poichè per tutta l'estate la terra non è mai stata bagnata, ho riempito di acqua ogni singolo solchetto in modo tale da agevolare il trapianto e l'attecchimento delle piantine.-

i solchi bagnati.
Infine ho trapiantato l'insalata che avevo acquistato in cubetti mettendo ciascuna piantina ad una distanza di circa 25 cm. E' buona norma mettere le piantine in maniera alternata tra due solchi vicini.

Le piantine pronte per essere interrate.

Utilizzando le "manine sante" ho poi coperto i cubetti di terra e quindi con  la zappa triangolare  ho creato dei solchetti tra una fila di insalata e quell'altra che utilizzerò per l'irrigamento evitando inizialmente  di dislavare le radici delle piantine e successivamente di sporcare eccessivamente l'insalata quando sarà cresciuta.-

i solchetti irrigui.-

Terminato di mettere a dimora 50 piantine di manigotti e 50 piantine di "lingue di gatto" mi sono lasciato convincere a mettere 5 piantine di zucchine da fare crescere ad alberello.

Creati due spiazzi ad una distanza di circa 50 cm l'una dall'altra ho piantato le canne di sostegno. Anche qui ho fatto particolare attenzione ad alternare il trapianto tra una fila e l'altra.-

I sostegni per le piantine di zucchini


Infine ho trapiantato le piantine e creato un sistema di canali che mi consentissero l'irrigazione senza dislavare le radici dei cubetti.

le piantine di zucchine
La prima giornata di impianto della serra per l'inverno è terminata sotto l'occhio attento vigile e critico del padrone dell'orto.-

bingo.
Il secondo giorno prevede come obiettivo il riempimento di tutto il resto serra e l'utilizzo delle piantine comprate in eccesso per la realizzazione di piccoli tunnel con materiale di riciclo che sarà oggetto di altro post.
Ma andiamo con ordine.

il lato sinistro completato.
Terminato il lato sinistro, inizio quello destro esprimendo l'ortolano di Versailles che c'è in me e decido di ricamare la serra;  se a sinistra sono andato per linee orizzontali  quello destro andrà per linee verticali appagando così il senso estetico!

inizio del lato sinistro
Terminato il trapianto dell'insalata, inizio a mettere un po' di porri.
Per il trapianto dei porri sono decisamente in ritardo e normalmente non bisognerebbe metterli in serra in quanto sufficientemente resistenti alle basse temperature. Però siccome il mio vivaista di fiducia me li ha regalati, decido di metterli in serra così per vedere l'effetto che fa!

i porri... ci proviamo vediamo cosa succede

Dopo i porri metto alcune piante di sedano e recupero due piante di prezzemolo sopravissute all'estate aggiungo qualche pianta di cavolo.



i cavoli con prezzemolo e sedano
Et voilà! La serra è piena in ogni suo angolo! Circa 500 piantine tra insalate, radicchi, porri cavoli sedani e prezzemolo... sperando che quest'inverno mi delizierò delle mie prelibatezze!

La serra riempita